Approfittando del fatto di dover ritirare del materiale dal mio amico “coccodrillo” Mylo (freestyler austriaco), ci siamo recati su invito degli amici della IFMXF ad assistere alla prova valida per il campionato del mondo di Freestyle del circuito di Night of the Jump a Graz (Austria), per la quale già avevo fatto il giudice nella prova di Milano. L’occasione era troppo ghiotta per farsela sfuggire, così avendo qualche pass in più ed essendo in condizione fisica precaria per via della spalla da poco operata ho coinvolto anche il mio amico Sandro che abita vicino al confine e ci siamo messi in viaggio verso l’Austria. Arrivati al “Grazer Stadthalle” di Graz l’atmosfera ci è sembrata subito magica anche perché non capita tutti giorni di poter stare a contatto campioni di quel livello che parlano e scherzano con te.
Giusto il tempo di lasciare la nostra roba nel box di Massimo Bianconcini ed eravamo subito nell’arena gremita di gente in ogni ordine di posto. Massimo era l’unico italiano presente a Graz e si sta dedicando con costanza e umiltà a questo campionato e i risultati gli stanno dando ragione: oltre ad aver incrementato in maniera vertiginosa il suo livello è diventato ormai un personaggio di spicco nel freestyle europeo tutti lo conoscono e lo rispettano e come dice lui è come essere in una grande famiglia. Bianco si è qualificato per la finale in entrambe le giornate e i suoi Tsunami sono stati i più stilosi!!!

Alle 20.30 Lo show ha avuto inizio e lo spettacolo ci è apparso meraviglioso: il pubblico calorosissimo (tutto per Rebeaud) per metà nelle gradinate e per metà in piedi, circondava il tracciato composto da due rampe per ogni lato. Musica “giusta” scelta da due DJ e giochi di luce, fuochi ed effetti speciali. Durante la manifestazione molti di quelli in piedi ballavano ed era come una sorta di discoteca dove oltre alle cubiste c’era gente che faceva il backflip da venti metri. Potete capire facilmente quello che un appassionato come me poteva provare in un luogo del genere.

Il livello è veramente altissimo. Tutti i 12 partenti chiudono backflip e la metà di loro lo chiudono da 20 metri eseguendo anche 5 o 6 giri per ogni run (Rebeaud domenica ne ha fatti 8 di fila…). I più forti come, chiudono molte combinazioni durante la rotazione, tra cui saran-wrap o flip no-hand e addirittura “turn down backflip” (ovvero il flip con la piega!!!). Il vincitore delle serate Frederik Johannson ha addirittura chiuso un 360° sulla rampa corta (non troppo pulito, tipo Deegan le prime volte che lo chiudeva), mentre per quanto riguarda le normali figure viene praticamente eseguito di tutto. Per ogni pilota viene concesso un tempo di 70″ nelle run di qualificazione (6 vanno in finale) e un minuto e mezzo in finale per chudere 10 salti più 1 quello più sèpettacolare. Il punteggio viene decretato da una giuria molto competente e dopo aver fatto il giudice nella prova italiana di Milano, posso affermare che il punteggio assegnato rispecchia molto il valore della performance del pilota. La giuria oltre al singolo trick valuta anche tutta la run: Matt Rebeaud che sicuramente era il rider più accreditato per la vittoria, ha portato in gara una serie molto lunga di backflip e alla fine la giuria non ha apprezzato facendolo concludere al secondo e al quarto.
Tra le qualificazioni e la finale entrano in pista i rider per il “whip contest” (gara di piega), dove tutti danno di più e dove il nostro Massimo Bianconcini è molto apprezzato: è stato veramente impressionante vedere questi ragazzi eseguire delle pieghe così tirate e alla fine è stato veramente difficile decretare il vincitore, anche questo scelto dalla giuria, che è stato Matt Rebeaud per entrambe le serate.
Subito dopo il “whip contest” è stata la volta delle esibizione delle mini-bikes, che sulle rampe tradizionali avvicinate al landing, hanno eseguito tutti i numeri che si vedono con le moto grandi (backflip e 360° compreso con caduta annessa, ma poco importa…). Veramente oltre ogni limite.

Ultimo contest prima della finale è quello del salto in alto, ovvero il tentativo di superare un’asta posta a diversi metri da terra. Avevo già visto questa competizione in Italia ma non mi aveva esaltato. Invece posso dire che se organizzata nel modo giusto, diventa una gara che lascia il pubblico con il fiato sospeso, anche perché non è facile partire da fermi con 5 metri di rincorsa con la prima ingranata e tentare di superare un’asta posta a 7 metri e 70 da terra.

Inoltre in un turbinio di luci, belle ragazze e musica veramente giusta si arriva di corsa alla finale ed è lì che si capisce che ormai il freestyle è veramente arrivato sopra ogni umana aspettativa e che gli americani non sono più così lontani.

Le runs dei piloti sono impressionanti: in 90 secondi riescono a fare anche 10-11 salti (un salto ogni 9 secondi in media) e i tricks chiusi sono veramente sbalorditivi tanto quanto la capacità di eseguire run così intense e perfette. I backflip non si contano e la gente va veramente fuori di testa. Lo show sabato è finito verso le 11.30 e alla fine tutti sono contenti e molto uniti tra di loro a fare la festa alle cubista… Tutti vivono quest’evento non come una vera e propria gara ma come una mega festa dove l’importante è esserci. E’ stata una serata veramente bella e intensa è spero proprio che questo magnifico tour continui.

 

 

 

 

 

 

 

Per la cronaca Mat Rebeaud si è aggiudicato il Whip Contest in entrambe le serate (la prima sera Bianco ha fatto terzo), il Highest Air Contest è andato la prima serata a Alastair Sayer con 7 metri e 70 ed ha preceduto Libor Podmol fermatosi a 7,50. La seconda sera Podmol ha sbaragliato tutti andando oltre gli 8 metri. Nel freestyle invece Fredrik Johansson ha vinto entrambe le serate, molto preciso e spettacolare.

 

 

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